Anthropic ha ridisegnato i Progetti di Claude. Non sono più una cartella di file e chat separate, ma una conversazione continua con un “coordinatore” che smista il lavoro a più thread paralleli, ognuno con il proprio Claude. Nei primi account i vecchi progetti stanno già migrando nel nuovo formato. Vi raccontiamo cosa cambia e come usarli al meglio, partendo dalla nostra esperienza diretta.
La notizia
Per oltre due anni i Progetti di Claude sono stati soprattutto un contenitore: si caricavano documenti di riferimento, si scrivevano istruzioni personalizzate e si aprivano chat che attingevano a quel materiale. Ogni conversazione però restava un’isola.
Con il redesign annunciato a metà settembre 2026, che Anthropic descrive come il passaggio “dalla cartella alla conversazione”, il progetto diventa invece un ambiente di lavoro. Secondo l’azienda, nei nuovi progetti ci sono “thread che fanno il lavoro e un coordinatore che li dirige”. Claude “inquadra la richiesta, delega il lavoro, coordina i thread in parallelo, rivede i risultati e assembla il prodotto finito”.
Il debutto è avvenuto in beta dentro Claude Code (sul web su claude.ai/code, nella scheda Code dell’app desktop e nelle app iOS e Android), per gli abbonati Pro e Max. L’estensione ad altri piani è annunciata per una fase successiva. Nel frattempo Anthropic ha unificato Cowork e la chat in un’unica esperienza e ha cominciato a spostare i progetti “classici” di alcuni utenti nel nuovo formato. Il centro assistenza è esplicito: “Nel trasferimento non si perde né si cancella nulla”. Istruzioni, file, cronologia completa delle chat e attività pianificate vengono portate nel nuovo progetto. Chi ha usato un progetto negli ultimi 30 giorni riceve un’email prima della migrazione.
Lo sappiamo per esperienza diretta: il progetto che usiamo in redazione per ia24.it è stato aggiornato proprio oggi, 5 novembre 2026, e questo articolo è stato preparato al suo interno.
Cosa trovate dopo l’aggiornamento
Aprendo un progetto aggiornato ci si trova davanti a una chat principale, la chat di progetto, dove si parla con il coordinatore. Accanto c’è una panoramica (Overview) con le schede Threads, Library, Pull requests e Scheduled tasks.
Nel nostro caso l’aggiornamento ha portato con sé:
- le vecchie chat, che ora compaiono nell’elenco dei thread e si possono riprendere rispondendo;
- le attività di Cowork collegate al progetto, anch’esse elencate tra i thread;
- la memoria del progetto, cioè ciò che Claude aveva imparato su ia24.it, copiata in una cartella dedicata della nuova memoria;
- una nota di aggiornamento nei file del progetto, che elenca cosa è stato trasferito e dove si trova ora.
Tutorial: come sfruttare al meglio i nuovi progetti
1. Capire chi fa cosa: coordinatore e thread
Il concetto chiave è la divisione dei ruoli. Il coordinatore è il Claude con cui parlate nella chat di progetto. Risponde subito alle domande veloci e, quando la richiesta è un lavoro vero, apre un thread: una sessione separata, con un proprio Claude e un proprio “contesto”, che lavora in autonomia e riferisce al coordinatore quando ha finito. Ogni nuovo thread compare come una scheda sotto il vostro messaggio.
Il coordinatore, come precisa la documentazione, “vede ciò che i thread riferiscono, non ogni singolo passo”. È un vantaggio: la chat principale resta pulita e leggibile anche dopo settimane, mentre i dettagli tecnici rimangono dentro i singoli thread.
Consiglio pratico: usate la chat di progetto come fareste con un caporedattore. Scrivete l’obiettivo (“prepara un articolo sulla nuova funzione X, con un tutorial”) e lasciate che sia il coordinatore a decidere come suddividerlo. Se volete vedere come lavora un thread, apritelo: potete correggerlo dal suo campo di testo o fermarlo.
2. Partire dalle istruzioni di progetto
Prima di affidare lavoro ai thread conviene scrivere le istruzioni di progetto (in Impostazioni del progetto > Memory > Project instructions, fino a 16.000 caratteri). Sono le regole permanenti che ogni thread legge prima di iniziare.
Per una redazione come la nostra, ad esempio:
- lingua e tono (“italiano, registro giornalistico, frasi brevi, niente anglicismi superflui”);
- regole di verifica (“ogni dato va controllato su una fonte ufficiale, cita sempre il link”);
- cosa richiede approvazione (“non pubblicare mai su WordPress senza conferma”);
- formato di consegna (“bozza in Markdown con titolo, sommario e meta description”).
Dieci righe scritte bene all’inizio vi risparmiano decine di correzioni dopo. E siccome ogni thread parte da zero, le istruzioni sono l’unico modo per essere certi che tutti seguano le stesse regole.
3. Usare la memoria per ciò che non volete ripetere
La memoria di progetto è diversa dalle istruzioni: sono appunti, salvati come file, che Claude aggiorna man mano che impara qualcosa. Ogni thread legge l’indice della memoria all’avvio. Anthropic la presenta come una memoria condivisa a cui “ogni thread contribuisce e da cui ogni thread attinge”.
Potete chiedere esplicitamente a Claude di ricordare o dimenticare qualcosa (“ricorda che le news del lunedì escono alle 8”). I file si gestiscono da Impostazioni del progetto > Memory.
Regola utile: nelle istruzioni mettete le regole, nella memoria i fatti. “Non pubblicare senza conferma” è un’istruzione. “Il sito gira su WordPress con hosting proprio, collegato tramite Jetpack” è un fatto da memoria.
Dopo un aggiornamento da progetto classico date un’occhiata alla cartella della memoria importata: è il modo più rapido per verificare che Claude “si ricordi” davvero del vostro lavoro precedente.
4. I file condivisi: la Library
I documenti di riferimento del vecchio progetto non spariscono, ma il loro ruolo cambia. Nella scheda Library trovate i file del progetto, condivisi tra tutti i thread. È lì che i thread salvano i risultati (bozze, report, tabelle) ed è lì che li ritroverete anche quando il thread che li ha prodotti è chiuso.
Due cose da sapere. Primo, i file caricati sono copie: se modificate l’originale sul vostro computer dovete ricaricarlo e sostituirlo. Secondo, ci sono limiti di dimensione (ad esempio 480 MB per singolo file nella Library), quindi gli archivi molto pesanti vanno spezzati.
Consiglio: chiedete ai thread di salvare i lavori in sottocartelle con nomi chiari (per esempio articoli/, ricerche/, newsletter/). Dopo un mese di lavoro la differenza si vede.
5. Dividere il lavoro in thread paralleli
Il vero salto di qualità sta nel parallelismo. Una richiesta come “prepara la rassegna settimanale” può diventare tre thread contemporanei: uno raccoglie le notizie, uno scrive i riassunti, uno prepara i titoli per i social. Il coordinatore poi rivede e assembla.
Il coordinatore può anche proporre dei thread suggeriti e avviarli tutti insieme con un pulsante. All’inizio, però, la documentazione consiglia di andare per gradi: fate proporre i thread e avviatene pochi alla volta, finché non vi fidate di come Claude suddivide il lavoro.
Consiglio: un thread, un obiettivo. Se a metà lavoro vi viene in mente qualcosa di scollegato, chiedetelo al coordinatore e non al thread aperto. Avrà un thread suo e potrete ritrovarlo facilmente.
6. Leggere lo stato dei lavori senza perdere tempo
La panoramica raggruppa i thread per stato: Ready for review (pronti da rivedere), Waiting on you (in attesa di una vostra risposta), Working (al lavoro), Idle e Resolved (chiusi). Quando un thread aspetta voi, sul pulsante della panoramica compare un pallino.
Nell’uso quotidiano abbiamo notato che i thread mostrano una checklist dei passaggi in corso. Quando serve una vostra scelta, come approvare un’azione o decidere tra due opzioni, ve lo chiedono esplicitamente. Un punto importante: se un thread ha bisogno di un’approvazione, la richiesta compare dentro quel thread, e dire al coordinatore “vai pure” non basta.
Consiglio: controllate prima “Waiting on you”, poi “Ready for review”. È lì che il vostro intervento sblocca il lavoro.
7. Riprendere le vecchie chat
Le chat del progetto classico ora sono thread. Per continuarne una basta aprirla e rispondere: il Claude del thread rilegge la conversazione e riparte da lì. In alternativa potete chiedere al coordinatore di aprire un nuovo thread che parta da una vecchia chat. È spesso la scelta migliore se volete cambiare direzione.
C’è anche un motivo economico. Secondo la documentazione, riprendere un thread rimasto fermo per più di circa un’ora costringe Claude a rileggere l’intera conversazione. Per le discussioni molto lunghe un thread nuovo, con un buon riassunto, può costare meno.
8. Tenere d’occhio i consumi
I progetti usano lo stesso limite di utilizzo del vostro piano, e più thread attivi insieme lo consumano più in fretta. Anthropic lo dice chiaramente: i progetti “possono raggiungere i limiti di utilizzo più velocemente”, e chi ha un piano Pro deve aspettarsi di arrivarci prima. Quando si raggiunge il limite, un thread resta in attesa e riparte da solo al reset. Un progetto inattivo, senza thread in esecuzione, invece non consuma nulla.
Consiglio: per i lavori semplici non serve aprire cinque thread. Le domande rapide fatele direttamente nella chat di progetto. Dalle impostazioni (General) potete anche scegliere modello e livello di “effort” separatamente per coordinatore e thread.
9. Le azioni irreversibili restano vostre
Il nuovo modello è pensato per lavorare in autonomia, ma non per decidere al posto vostro sulle azioni che non si possono annullare. Pubblicare un articolo, inviare un’email, cancellare dati: per questo genere di azioni conviene scrivere nelle istruzioni che serve sempre la vostra conferma. Nel nostro progetto, per esempio, Claude prepara la bozza ma non la pubblica sul sito senza un via libera esplicito.
10. Quando chiudere un thread
Un thread finito va “risolto”: esce dalla vista principale ma resta recuperabile. Tenete aperti solo i thread che aspettano qualcosa, come una revisione, una vostra risposta o una correzione. Così la panoramica resta una vera lista di cose da fare e non un archivio.
Un esempio concreto: la giornata di una redazione
Ecco come lo usiamo noi. La mattina scriviamo nella chat di progetto: “Trova le tre notizie IA più importanti delle ultime 24 ore, verifica le fonti e proponi un titolo per ciascuna”. Il coordinatore apre un thread di ricerca. Quando il thread ha finito, il riepilogo torna nella chat principale e il materiale completo finisce nella Library.
A quel punto scegliamo le notizie che ci interessano e chiediamo: “Scrivi i pezzi sulla prima e sulla terza, e prepara i post social per tutte e tre”. Partono così tre thread in parallelo. Mentre lavorano possiamo fare altro: la panoramica ci avvisa quando una bozza è pronta da rivedere o quando un thread ci chiede una scelta, come il taglio da dare a un titolo.
Le correzioni le scriviamo direttamente nel thread della bozza, che conosce già il contesto. Se invece una correzione vale per tutti gli articoli futuri (“usa sempre ‘intelligenza artificiale’ per esteso alla prima occorrenza”), la chiediamo al coordinatore e gli diciamo di ricordarla. Così finisce in memoria e il thread successivo la applica senza che nessuno debba ripeterla.
I primi quindici minuti dopo l’aggiornamento
Se il vostro progetto classico è appena stato aggiornato, ecco una breve lista di controllo:
- Leggete la nota di aggiornamento nei file del progetto, per sapere cosa è arrivato e dove si trova.
- Controllate la memoria importata: correggete i fatti superati e cancellate ciò che non serve più.
- Rivedete le istruzioni di progetto: quelle scritte per il vecchio progetto erano pensate per una chat singola. Aggiungete le regole su cosa richiede la vostra approvazione e su dove salvare i file.
- Fate una prova piccola: chiedete un compito reale ma breve, e guardate come il coordinatore lo affida a un thread e come il thread riferisce.
- Scegliete i modelli: verificate nelle impostazioni quale modello e quale livello di effort usano coordinatore e thread, in base al vostro piano e ai vostri consumi.
Limiti da conoscere
Siamo ancora in beta e alcune cose mancano. Un progetto appartiene a un solo utente e per ora non si può condividere con il team. Non ci sono controlli a livello di organizzazione. I progetti non si possono unire tra loro. Per i flussi di sviluppo software, i repository supportati sono solo quelli su GitHub. La disponibilità per i piani Team ed Enterprise è annunciata, ma non ancora attiva.
In sintesi
Il passaggio dai progetti-cartella ai progetti-conversazione cambia il modo di lavorare con Claude. Non si chiacchiera più con un assistente: si dirige una piccola squadra. Funziona bene se si fanno tre cose: scrivere subito istruzioni chiare, usare la memoria per i fatti stabili e affidare a ogni thread un solo obiettivo. Il resto, dalla suddivisione del lavoro all’assemblaggio finale, lo fa il coordinatore.
Fonti ufficiali
- Anthropic, Projects redesigned: from folder to conversation (17 settembre 2026)
- Claude Code Docs, Let Claude coordinate ongoing work with Projects
- Centro assistenza Claude, What are projects?
- Anthropic, Claude Cowork and chat are now one Claude (16 settembre 2026)
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